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Preistoria

Mesolitico

Del mesolitico c'è stato il ritrovamento di un solo luogo di riparo, rinvenuto a S.Quirico. Per quanto riguarda il settore manufatturiero è notevole la lavorazione delle ossa e della pietra. Nel settore alimentare sono stati introdotti nuovi generi quali vegetali, uova e molluschi.

Neolitico

Le novità tecnologiche del Neolitico sono: l'uso della ceramica e la levigatura della pietra. Le novità socio-economiche sono lo sviluppo dell'allevamento e dell'agricoltura. Nel vicentino abbiamo testimonianze significative che provengono dalla caverna di Bocca Lorenza, alle pendici del monte Sumano e dalla Valle dell'Agno.

Lavori nel 1975 mettono in luce uno strato antropico contenente resti di focolare e industria litica.

Età del Bronzo

Al museo paleontologico al Castello di Valdagno abbiamo trovato una notevole quantità di reperti ceramici, ma anche litici e in metallo. La fase più significativa nella frequentazione umana del colle sembra corrispondere a un periodo che va dalla media recente età del Bronzo fino al Bronzo finale.
La fase di occupazione del colle , sembra dunque relativa al secondo millennio a.C. E giungere fino al nono sec. a.C.:

    I pezzi più significativi trovati sono:
  • Una parete di boccale frammentario;
  • Una serie di anse frammentarie ad apofisi cornuta;
  • Alcuni frammenti decorati da fasci di solcature ondulate;
  • Un frammento decorato da triangoli incisi associati;

Tra il materiale litico che comprende grattatoi e raschiatoi tutti databili al Neolitico e Bronzo è presente anche un lisciatoio. Notevole il rinvenimento di pane di bronzo,usato come forma premonetale nella seconda età del Ferro, attestato in vallata già a Trissino e significativo di una certa capacità di acquisto della comunità, e la presenza di alcune scorie di fusione di aspetto diverso,una delle quali almeno potrebbe essere pre-protostorica. Da notare è che il colle del Castello era ben fornito di acqua, e ciò favoriva la frequentazione continua. Un importante ritrovamento è avvenuto in località Omo della Roccia, sopra Muzzolon. Ma anche a Castelgomberto sono stati rinvenuti reperti soprattutto in loc. Castello.

Membri del gruppo archeologico Val de l' Agno raccolsero altro materiale, consegnato recentemente, come s'è detto, al museo Paleontologico "Dal Lago" di Valdagno.
Un' altra area interessata a ritrovamenti databili all'età del Bronzo recente e finale è costituita da tre instellature a 1550 metri circa di quota, nel Comune di Recoaro Terme. In queste località erano state rinvenute monete Romane.

Età del ferro

Nel VII secolo si assiste ad un collasso generale della popolazione nel territorio vicentino e anche nella Valle dell'Agno, da dove provengono alcuni reperti significativi. I reperti trattano di due asce in bronzo ad alette: una proveniente da San Quirico e l'altra da Novale. Altri ritrovamenti sono stati rinvenuti anche nell'alta Valle dell'Agno sempre riguardanti asce, quindi si pensava si usassero come difesa e strumento da taglio. Nel VI secolo abbiamo un processo di selezione e di concentrazione dell'insediamento e saranno le basi per lo sviluppo “proturbano”.

Età Romana e Longobarda

Le tracce romane nel territorio valdagnese si limitano alla circolazione monetaria. Non vi sono stati insediamenti perchè questa è una zona impervia e sottoposta alla furia dell'Agno: era usata solo come zona di transito. Queste zone erano controllate dai longobardi anche se anche questi ultimi non erano molto presenti data la struttura fisica del territorio. Nel monte di Cima Marana sono stati trovati insediamenti che facevano capire che il luogo è stato usato come avamposto di avvistamento e per mandare segnali di fumo.