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Medioevo

Federico Barbarossa nel 1154, donò alcune terre del Vicentino al potente Olderico Trissino, la cui eredità fu poi divisa tra i due figli, Miglioranza e Panensacco. In quel periodo Valdagno contava tra le 15 e 20 famiglie, per un totale di circa 200 abitanti. Successivamente i Trissino ebbero in feudo dal Vescovo di Vicenza tutta la Vallata dell'Agno. Il medioevo vicentino, quindi anche quello valdagnese, fu di seguito segnato dalla presenza dei Trissino.

A quel tempo il villaggio sorgeva attorno all'attuale centro storico. Era un villaggio rurale, abitato da coltivatori e lanaioli. La maggior parte del territorio era coperta da selva e bosco e l'Agno non aveva ancora degli argini, quindi spesso straripava, inondando le zone circostanti. Nel 1200 circa c'erano già state delle spinte autonomistiche, per liberarsi dal dominio dei Trissino, e nel 1262 si scatenò la "Guerra di Valdagno", tra Guelfi e Ghibellini: Il podestà Guelfo di Vicenza attaccò il castello di Valdagno di Miglioranza Trissino, costringendo i Ghibellini alla fuga da Vicenza.

Santa Maria.
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Santa Maria di Panisacco, uno dei due castelli eretti dai Trissino.

Dal 1224 iniziarono delle opere di bonifica delle aree circostanti alla città e ci fu un aumento della popolazione, dovuto anche all'arrivo dei Cimbri dalla baviera, che portarono i loro usi e costumi, ma anche la loro lingua e le loro tradizioni. Nel 1291 quando nacque il comune di Valdagno (precisamente il 6 aprile 1291), esso contava 120 famiglie, per un totale di circa 700 persone. Il comune si costituì grazie ai 10 patti di tipo economico-politico stipulati con i Trissino. In seguito ci fu un sistema di convivenza fra autorità signorile e comunità rurale che comportava un riequilibrio nella destinazione delle risorse del territorio, ma ridimensionava anche il ruolo politico dei Trissino che ora non avevano più a che fare con dei singoli contadini, ma con una comunità vera e propria che in seguito avrebbe dato del filo da torcere. All'inizio il comune dovette far fronte a vari debiti e decise di sfruttare i territori circostanti: dapprima dividendo e facendo fruttare i boschi, per poi passare a dissodare i territori per incrementare le rese agricole, unica possibilità contro le magre finanze di quel tempo.

Nel 1404 Valdagno entrò a far parte della Serenissima: la Repubblica di Venezia. Iniziò un periodo di tranquillità che durò fino al 1500 e che contribuì ad incrementare ulteriormente il fiorente artigianato laniero.


Nel 1575 e nel 1630 due pestilenze penetrarono nel vicentino, dove famiglie intere, particolarmente con la seconda pestilenza, vennero decimate. I trissino fecero erigere due castelli, i resti di uno dei due, quello di Paninsacco, dal nome di uno degli eredi della famiglia, sono ancora visibili. In prossimità di quell'area sorge oggi una chiesa dedicata al culto Mariano, molto cara alla devozione popolare meta di pellegrinaggi. L'attuale santuario è probabilmente il più antico della vallata, quello che vediamo rappresenta quanto rimane dopo i rifacimenti e i riadattamenti architettonici dell'antica cappella, fatta erigere nel 1212 dallo stesso Paninsacco.