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Città Sociale

La città di Valdagno occupa oggi un vasto territorio ed è divisa dal corso del fiume Agno. Il nucleo abitativo più antico della città è quello che si sviluppò sulla riva destra del fiume, dove troviamo oggi il centro storico e le prime industrie manifatturiere costruite a partire dal 1836 ad opera di Luigi Marzotto. La riva opposta del fiume venne utilizzata fino al 1900 per l’agricoltura per poi essere parzialemente sfruttata negli anni ’20 come aereoporto.

Modello della città sociale.
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Modello della Città realizzato in occasione del centenario (1891-1991).

È proprio questo territorio, situato sulla riva sinistra del fiume Agno, che l’industriale Gaetano Marzotto junior impiega per dar vita ad un nuovo quartiere, pensato come una città completa ed autonoma, dotata di propri luoghi di lavoro e di un sistema di servizi; il quale sarà poi definito “Città Sociale” o “Città dell’Armonia”. Per la realizzazione di quest’opera, allo stesso tempo innovativa e grandiosa, il committente chiamò un volto nuovo dell’architettura di quegli anni, l’ing. Francesco Bonfanti.

A partire dagli anni ’30 abbiamo quindi la costruzione degli edifici che Bonfanti ideò, pensò e realizzò fondendo tecniche e materiali classici e moderni. Nel complesso l’architettura, la quale risente sia di spunti moderni che liberty, si è rivelata fatta di forma e funzionalità, in quanto in grado di trasformare elementi funzionali in elementi decorativi. Inoltre rappresenta l’esaltazione dell’opera artigianale e della pianificazione tecnico-industriale, essendo il frutto di un vero e proprio processo formativo.

Il risultato finale dell’idea di G.Marzotto, progettata e realizzata da F.Bonfanti, fu la “Città Sociale” la quale riuscì a dare ai dipendenti della fabbrica dei Marzotto un ambiente ideale in cui vivere, dove si concentrano i nuclei abitativi, i servizi al cittadino, le attività sia di carattere ricreativo che sportivo, quelle culturali e scolastiche.


La zona su cui si è sviluppata la “Città Sociale” è di circa 54 ettari e si può dividere in quattro zone:

  • Zona nord:
    principalmente adibita a grandi edifici residenziali e appartamenti, presenta anche una serie di villini:

  • Zona centrale:
    presenta sia edifici di carattere residenziale che il Teatro Impero, il Dopolavoro Aziendale Marzotto (DAM) dove sorse una delle prime piscine coperte italiane, lo Stadio dei Fiori, il Maneggio coperto, la Scuola di Musica e le altre Istituzioni scolastiche:

  • Zona sud:
    prevalentemente residenziale, comprende i quartieri operai “alla Palazzina”, “all’Ospedale” e “Lungo Agno” confinati con l’Ospedale e la piscina scoperta;
  • La Favorita.
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    Galleria de "La Favorita". Usata in passato come zona agricola.


  • Zona est:
    occupata dall’azienda agricola dei Marzotto, “La Favorita”, fu destinata prima alla produzione ortofrutticola, avicola e all’allevamento per essere successivamente adibita ad ospitare una villa iniziata ma mai completata.